"La storia delle monete nell'antichità"

prof. Stazio

 

 

Grazie alla disponibilità del prof. Stazio, docente di Numismatica presso l'Università degli Studi "Federico II " di Napoli, siamo venuti a conoscenza di importanti nozioni sulle origini e sull’antico utilizzo delle monete.

Le monete non si diffusero contemporaneamente in tutti i territori del mondo allora conosciuto; Infatti in Egitto furono coniate per la prima volta dopo la morte di Alessandro Magno e nacquero semplicemente per lo scopo pratico di pagare. Precedentemente, invece, venivano utilizzati beni naturali come valore di scambio, Un esempio può essere il bestiame o, "pecus" da cui deriva il termine latino "pecunia", moneta (in seguito si usufruì soprattutto dei metalli). Da tutto ciò possiamo dedurre che la moneta ebbe un valore esclusivamente ai fini di scambio. Le prime in Italia comparvero nelle colonie greche, in età più tarda a Roma, dove il materiale utilizzato era il bronzo. Ognuno di esse aveva un proprio valore.La moneta romana di minor peso era l’asse (importante era anche il denario che era stimato 10 assi) mentre quella greca era l’obolo. Il suo nome deriva da "obolos", spiedo, oggetto usato come merce di scambio. Su di esse in genere venivano rappresentati avvenimenti importanti, come guerre soprattutto vittorie, ma si potevano evidenziare anche simboli appartenenti alla famiglia del monetario, non era mai presente però la sua raffigurazione fisica: per la sacralità delle monete stesse, cosa più tarda abolita. Solo con i persiani abbiamo la rappresentazione del monarca che era come un Dio, soprattutto nell’età di Alessandro Magno, ossia nell’età ellenistica. Infine personaggio politico di importante rilievo era il monetario, responsabile dell’emissione delle monete; il più delle volte era un giovane magistrato che con tale attività mirava ad ampliare la propria fama; In conclusione, quindi, il denario, l’asse, non solo furono mezzo di di comunicazione, di immagini e messaggi ma divennero un antico strumento pubblicitario.

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