In quest'immagine, che risale al XV secolo e si trova nella pavimentazione
del Duomo di Siena, la Sibilla e' rappresentata come una donna vecchia con visibili rughe
sul volto. Viene ripreso, dunque, il topos della sibilla longeva presente, come accennato
piu' volte, nel VI libro dell'Eneide e nella IV ecloga di Virgilio, ma ,soprattutto, in Ovidio.
Essa indossa una tunica e ha un velo che scende sulle spalle a modo di mantello.In
quest'immagine c'e' un recupero filologico della Sibilla, c'e'un voler rifarsi il piu';
possibile alla tradizione; di qui la forte analogia con
la miniatura del codice vaticano del VI sec. d.C..
Accanto alla Sibilla ci sono i puttini, che sono due, e sorreggono un iscrizione sulla
quale e'incisa una frase latina che indica alcuni
versi della IV ecloga delle Bucoliche di Virgilio:
Ultima Cumaei venit iam carminis aetas, |
Si vuole dunque evidenziare quella che e'la funzione profetica della Sibilla, d'altronde come si e mostrato sono proprio questi versi che insieme ad altri della IV ecloga hanno fatto si che alla Sibilla fosse attribuita la predizione della nascita di Cristo.La donna ha in mano un ramo fiorito che e' impugnato con la mano destra, lo stesso ramo e' di dubbio significato. Nell'ipotesi piu'; attendibile potrebbe rappresentare una sorta d'amuleto per poter entrare negli inferi: il ramo che la Sibilla fece cogliere ad Enea per offrirlo in dono a Proserpina. In ogni modo il ramo insieme con altri attributi come la ciotola, le spighe o lo scettro, che sono propri d'altre Sibille, potrebbe anche essere riferito all'incarnazione, all'infanzia e passione di Cristo come sostiene Stefania Mason. La Sibilla, inoltre, ha in mano dei libri e altri sono raffigurati a terra insieme ad alcuni rotoli.