La Sibilla con Augusto

 

In questa tela, che risale circa alla metà del 500 ed è attribuita al pittore francese Caron Antoine, la Sibilla si trova accanto ad Augusto. Probabilmente questo quadro fu commissionato da qualche sovrano, qualche signore che in tale tela si identificava con Augusto e con la sua potenza, per ottenere come l'imperatore, una legittimazione del suo operato con il vaticinio di una profetessa.Dunque in tale opera c'è una rappresentazione di una corte post-rinascimentale   La Sibilla, molto probabilmente Cumana, ha un vestito con un mantello, che si discostano sia per i colori sia per l'eleganza da quelli degli abiti delle altre raffigurazioni da noi analizzate; questo si può spiegare ricordando che questa cerchia culturale che si era sviluppata intorno al castello di Fontainebleau,aveva come caratteristiche formali la ricercatezza, l'eleganza, la raffinatezza tipica del manierismo.Non si riprende il topos della Sibilla longeva in quanto la profetessa è rappresentata come una giovane donna dai capelli chiari, con un velo trasparente e una corona che, secondo l'interpretazione di Stefania Mason, è simbolo di nascita, morte e resurrezione di Cristo. La Sibilla ha nella mano destra un libro, che oltre ad identificarla come Cumana, accentua la funzione di profetessa. Ai suoi piedi è inginocchiato Augusto, l'imperatore, l'uomo più potente le si inchina davanti guardandola negli occhi con umiltà e preoccupazione.Augusto sembra voler sapere dalla profetessa che cosa deve fare di fronte all'imminente guerra; in realtà l'imperatore legittimava in questo modo le sue decisioni con le profezie della Sibilla e con la consultazione dei libri sibillini. Il clima di tensione e la guerra sono rappresentati probabilmente sia dalle navi che sono raffigurate in alto, nell'angolo destro della tela, sia dalla chiara agitazione che si può notare particolarmente al di là del "recinto" della piazza, dove c'è gente che si accalca e un cavaliere con una lancia. All'interno della piazza ci sono uomini che prendono con delle anfore l'acqua dalla fontana; un uomo armato e un altro che sta guidando alcuni cani, mentre le dame sono sedute e parlano tra loro.In questa tela però al clima di concitazione e all'atmosfera tesa si accompagna una grande compostezza formale, questa è una caratteristica propria di Caron Antoine che col suo linguaggio allusivo era capace di trasferire sul piano della favola anche i più tragici eventi del suo tempo.La figura del negro in primo piano resta alquanto enigmatica, però la ritroviamo spesso nella pittura veneta del 500 e precisamente in quella "chiara" di Paolo Veronese. Essa potrebbe rifarsi al gusto per l'esotico che si diffuse in quel periodo oppure potrebbe evidenziare che la corte di Augusto, come quella del committente, era ormai una corte plurietnica, dove c'erano diversi schiavi di colore.Comunque il negro, che è raffigurato sulle scale ai piedi della Sibilla, è l'unico personaggio che rivolge il suo sguardo verso chi guarda la tela, mentre tutti gli altri sono impegnati nelle vicende della corte.                                                              

 

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