Questa rappresentazione.fatta verso la fine del XVI secolo, fa parte del ciclo Querini Stampalia (olio su tela cm 65.54). Le Sibille sono impaginate a mezza figura in attegiamento meditativo, poco resta dell' aspetto prettamente profetico, la stessa Sibilla Cumana viene rappresentata con il vessillo della resurrezione che nelle altre raffigurazioni veniva generalmente attribuito alla Frigia.Con questa tela che è posteriore alla controriforma sembra quasi che si voglia distaccare completamente il mondo pagano dal mondo cristiano; in questo caso non abbiamo più la reinterpretazione di simboli pagani in chiave cristiana, ma la Sibilla ha in mano il vessillo della resurrezione che è prettamente cristiano. Essa viene raffigurata come una giovane donna e non come una vecchia decrepita come quella della Cappella Sistina e quella del Duomo di Siena.Possiamo spiegare il perché di questa divergenza sia ricordando, che era tradizione nel periodo in cui viene dipinta questa tela, rappresentare donne giovani e floride, sia sottolineando, come si è precedentemente fatto, il legame tra la Sibilla e la grande dea che già in età antica aveva il duplice ruolo di dare la vita e presiedere la morte e veniva rappresentata nel mondo preindeuropeo con due aspetti uno di donna giovane, l'altro di vecchia. La sibilla, in questo dipinto, indossa una tunica rossa con un mantello blu e non indossa né il velo né il turbante.