La musica: "ODISSEA"

del gruppo "La famiglia"

 

 "Odissea" del gruppo hip-pop "La Famiglia"

 La canzone è scritta in dialetto napoletano e la metrica ben articolata caratteristica dello stile,risulta essere a priori ricca di difficoltà catalettiche.Queste difficoltà sono previste dagli autori e sono finalizzate all’effettiva comprensione di una cerchia ristretta di ascoltatori.Polo e ShaOne tengono a sottolineare con la stessa scelta del linguaggio e con le affermazioni insite nel brano l’amore verso la propria patria: Napoli. E’ evidente del testo il travaglio della città che quasi sembra in antitesi con la descrizione paradisiaca della zona.E’ proprio questo travaglio che da il titolo alla canzone reggendo una similitudine che ha come termini una Napoli ricca di vari scombussolamenti, ma piena di credenze e tradizioni,e le avventure dell’Ulisse di Omero, anch’egli soggetto a varie peripezie. E’ proprio nella Napoli della tradizione e delle tante contraddizioni che appare il troviamo il riferimento al "culto" della Sibilla di Cuma.

si vuò capì Napl tecchet ‘e chiav rind ‘e mman

e si tras è nfern e paravis, sacr e profan

lott tra Abel e Cain

chi va facenn ‘e vot ‘e sant

e chi ancor addummann a Sibill sort e destin

cultur greca o latin…

   

 

…se vuoi capire Napoli prendi le chiavi nelle mani

e se entri è inferno e paradiso, sacro e profano

lotta tra Abele e Caino

chi fa voti ai santi

e chi ancora domanda alla Sibilla sorte e destino

cultura greca o latina…

 

 

HIP-HOP

Il fenomeno ebbe origine a metà degli anni’70 a New York e più precisamente nella sua zona più degradata: il Bronx, per poi trovare seguaci anche a Los Angeles.Questi quartieri erano spesso teatro di scontro fra bande rivali per il dominio del territorio.E’ in questo clima di "guerra" che i ragazzi neri stanchi delle tensioni del tempo, organizzarono i primi gruppi di ballerini da strada (Brakers).In questo modo i primi B-Boy (nome di colui che fa Hip-Hop) manifestavano la loro aggressività non più con la violenza, bensì dando forma ad una forte creatività artistica, che oltre alla danza (Breakdance) riguardò anche l’Aerosol Art, forma di rappresentazione grafica sui muri più comunemente chiamati "graffiti", il Djing, e infine il Rap.Quest’ultimo è definibile come la "massima espressione della musica nera" che discende direttamente dal Rithm & Blues e dal Soul ma si differenzia poiché utilizza scansioni ritmiche molto marcate, armonie semplici con ritmi di chitarra, basso e batteria.Negli anni ottanta questa musica cambia drasticamente e al suono degli strumenti si sostituiscono sequenze musicali ripetute per tutta la durata del brano ed è proprio su queste basi che nasce il Rap d’oggi.Cantato in rima rappresenta la comunicazione verbale di quella cultura.

A Napoli arriva nel ’92 con la formazione della K.T.M. (alla napoletana Ki Tà Mmuort) in una scena di Hip-Hop appena embrionale.Fin da allora c’erano Polo, ShaOne, Zemi, Chief e successivamente anche Kaf.Un paio di anni dopo Chief si dedica al Rap formando il gruppo dei "Chief e soci"; hanno la stessa idea Polo e ShaOne che unitisi ad altri rappers formano la Famiglia .Il loro unico album è "41° parallelo" in cui possiamo ascoltare il brano "Odissea".

 

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