La prima moneta di cui si hanno informazioni risale al periodo greco, quelle romane di bronzo di età più tarda sono divise per il loro differente valore, rappresentato dal peso. La moneta con minor peso è l'asse e quelle di età repubblicana di cui ci stiamo interessando sono stimate dieci assi e sono identificate con il nome di denari. Queste sono state coniate nel 69 a. C. dal monetario L. Manlio Torquato, giovane magistrato responsabile dell'emissione delle monete stesse, che erano l'antico mezzo pubblicitario tramite il quale i personaggi politici miravano ad ingrandire il proprio prestigio.
La prima moneta pesa 3,90 gr ed ha un diametro di 18 mm, mentre la seconda pesa 3,94 gr ed ha un diametro di 19 mm. Sul diritto di entrambi i denari è raffigurata la testa della Sibilla, riprodotta con i capelli raccolti sulle tempie e sulla nuca, segno evidente del suo "stato di virgo". L'espressione del volto è serena ed è possibile intravedere un piccolo simbolo, in corrispondenza della nuca. Per mancanza di fonti certe possiamo solo supporre che rappresenti la famiglia di Torquato o un avvenimento importante dell'epoca. Sulle monete è presente un altro tipico elemento sibillino, il ramo di alloro, che nel primo denario è appena visibile, nella seconda invece è molto più evidente ed è emblema della funzione di profetessa della Sibilla. Si può anche se con difficoltà decifrare il nome "SIB?LLA", di cui non è possibile identificare la seconda vocale che si presuma sia una "Y" o una "U". L'unico particolare che differenzia le due monete è il cordoncino che avvolge i capelli della profetessa, che nella prima moneta emerge sulla fronte e ricade sul collo dividendosi in due nastri accompagnato da una ciocca di capelli. Infine sul rovescio dei denari è raffigurato il tripode, con sopra un'anfora tra due stelle, simbolo del dio Apollo che indica il rapporto tra la divinità e la Sibilla. Inoltre è possibile leggere il nome "Torquat" a lato del tripode, ricollegandoci alla funzione propagandistica delle monete nel mondo antico.