In quest'affresco del 1500, la Sibilla Cumana ci viene presentata con una tunica ed ha
il capo coperto da un turbante elemento che, forse, ne vuole evidenziare le origini
orientali. Michelangelo si rifà chiaramente al topos della Sibilla longeva presente, come
si è precedentemente accennato, nel VI libro
dell'Eneide , nella IV ecloga di Virgilio
e soprattutto nelle Metamorfosi di Ovidio. Infatti
il volto della donna è chiaramente segnato da numerose rughe, mentre la sua carnagione
scura potrebbe essere un segno dell'età avanzata. La donna ha molti muscoli e la sua
figura sembra appesantita, ciò si lega molto allo stile dell'artista; infatti per
Michelangelo la vita è un travaglio, un luogo di peccato e di dolore, un viaggio terreno
in cui il corpo è sottoposto agli affanni, ai travagli, alle pene che, evidentemente, nel
pensiero del Michelangelo fu scultore e studiò l'anatomia dei corpi, non
risparmiano nemmeno le profetesse.
Dall'espressione del volto e
dall'apertura delle labbra pare quasi che la Sibilla stia dicendo qualche cosa ai puttini
che sono rappresentati accanto a lei. Quest'affresco, pervio, sembra evidenziare più
degli alti la funzione profetica della Sibilla.Sembrerebbe quasi che la donna affidi la
sua profezia appena letta dal libro ai due angioletti. Lo sguardo della Sibilla, come
quello dei puttini, è rivolto al libro; questo elemento induce colui che guarda
l'affresco a focalizzare l'attenzione sul libro stesso. Sia il libro sia le tavole,che
sono in mano ai puttini, sono considerati da Sabina Crippa elementi caratteristici delle
Sibille pagane, ma questi simboli, originariamente pagani, hanno subito una sorta
d'evoluzione e sono stati reinterpretati poi in senso cristiano. Dunque anche il
libro qui può essere interpretato in chiave cristiana. D'altronde nella tradizione
letteraria si era parlato dei libri Sibillini,
che qui si coincidono con un unico grande libro, che potrebbe essere associato alla
Bibbia; In ultima analisi le tavole in mano ai puttini potrebbero essere quelle dei dieci
comandamenti.