Negli ultimi anni
abbiamo assistito ad un proliferare di "ipertesti", di lavori multimediali sia
allegati a riviste e a libri di testo sia prodotti nelle scuole stesse. Un po' tutti ci
siamo interrogati sull'utilità di questi lavori e sugli effettivi vantaggi dell'uso del
pc nella didattica. Certamente esso rappresenta un potente e rivoluzionario strumento ma,
allo stesso tempo ibrido. Con software e hardware adeguato può fare quasi di tutto, ma è
necessario che l'utente, nel nostro caso il docente, trovi le applicazioni adatte alla sua
necessità.
Da questa premessa risulta chiaro che il concetto di lavoro multimediale non può
rappresentare l'unico modo di utilizzare il computer nella didattica. Una proposta
allettante è venuta in questo senso dalla attività del prof. Charpin, docente di Latino
presso la VII Università di Parigi e dagli stessi tentativi operati presso l'Istituto di
Filologia Classica di Napoli. Di qui è nata la mia collaborazione con le due istituzioni
al fine di creare un nuovo supporto didattico per docenti. Il lavoro procedeva con
successo per cui mi sembrava utile una ulteriore e più idonea sperimentazione, quella
attuata sul campo con gli alunni.
Nell'anno scolastico 1997/1998 hanno partecipato al lavoro alcuni ragazzi della IV sez. D
e della I Classico sperimentale, dimostrando grande entusiasmo al punto che a luglio, ad
anno scolastico ormai concluso, erano ancora al Liceo a correggere bozze e a presentare
nuovo materiale.
Nel corrente anno scolastico l'attività ha coinvolto anche i ragazzi della Terza sez. D e
per di più in ambito curricolare.
L'oggetto dello studio, al fine di svolgere un lavoro in un certo senso parallelo a quello
dell'Università "Federico II" di Napoli, e' stato per quest'anno" La
nascita, l'evoluzione, la sopravvivenza del mito della Sibilla Cumana", e proseguirà
negli anni prossimi con la scelta di altri miti, sempre legati al patrimonio culturale
napoletano.
In sintesi il percorso didattico si è basato su alcuni punti essenziali:
1. L'uso di tutte le risorse che le nuove tecnologie possono offrire.
2. Il graduale inserimento di tale sperimentazione nella attività didattica curricolare e
le compresenze con docenti della stessa e/o di altre discipline.
3. Il coinvolgimento in orario curricolare anche di classi non partecipanti all'attività
sperimentale.
4. Il superamento della frattura tra Università e scuola.
5. Il superamento della dicotomia fra materie scientifiche e umanistiche, purtroppo ancora
presente nella scuola italiana, con un lavoro rigoroso e scientifico, proprio della
filologia, ma con un approccio pluridisciplinare, fondato sull'unicità del sapere,
umanistico o scientifico che sia.
6. Un lavoro, che sempre nell'ottica della rigorosa scientificità, abbia una bibliografia
e riferimenti critici, ancora oggi spesso assenti nei lavori ipertestuali presentati sia
su supporto magnetico sia in rete.
7. Il rapporto col territorio
8. La produzione di un lavoro mediante con le sole risorse del Liceo, senza alcun
"intervento tecnico esterno".
Al lavoro hanno contribuito personalità del mondo accademico, culturale ed artistico
napoletano, quali il maestro R. De Simone, noto cantautore e direttore artistico del
Comune di Pozzuoli, E. Bennato, Il prof. Stazio, già docente di Numismatica presso
l'Università "Federico II" di Napoli, l'artista De Curtis, il regista Gaudino,
il gruppo hip-pop "La famiglia"
Hanno inoltre collaborato la collaborazione dei docenti del "Calamandrei",
prof.ssa MariaElisa Cerchione, prof.ssa Maria Migliaccio e prof.ssa Giovanna Pergolesi.
I risultati, al di là di un facile ed ingenuo ottimismo, sono stati sicuramente positivi.
I ragazzi hanno partecipato con interesse al lavoro ed acquisito un metodo scientifico ed
approfondito, hanno sviluppato capacità di ricerca e analisi di notizie e fonti (dalla
ricerca di testi in biblioteca e notizie in Internet alla loro citazione e alla
compilazione di una bibliografia). Organizzano il proprio lavoro e le conoscenze acquisite
organicamente e hanno imparato a rispettare l'ambiente in cui vivono e la cultura che lo
pervade.