" Loggi senza memoria non può essere raccontato "
L'incontro con Gaudino
Gaudino nasce a Pozzuoli nel 1957, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1980-83 in Regia Cinematografica e Televisiva. Il suo primo film è "Aldis" ed ha collaborato con Gianni Amelio ne "Il ladro di bambini" e in "Lamerica"; ha inoltre diretto "Joannis Amaelii, animula, vagula blandula", ritratto di Amelio sul set de "Il ladro di bambini".Il film "Giro di lune tra terra e mare" è stato presentato in concorso alla 54ª Mostra del Cinema di Venezia, già vincitore del Rotterdam Film Festival 1998 e del Festival di Sant Vincent. Questo film è molto caro a Gaudino in quanto, proprio grazie ad esso, lui racconta la "sua" Pozzuoli e lo fa con originalità e innovazione.
In seguito allincontro con Gaudino
abbiamo cercato di capire i motivi di questo film, in particolare soffermandoci sulla
figura della Sibilla che egli stesso definisce "un raro esempio di personaggio che
perde il senso della propria vita e che, con la sua aura irragiungibile esprime la voglia
di rimanere legata ad un luogo".
In questo film è da sottolineare la grande abilità di Gaudino, che con espedienti tecnici è riuscito a realizzare un film che non si avvale solo delle sue capacità narrative, ma anche delle grandi tecniche di ripresa. La pellicola sporca, le immagini sgranate, che a tratti accelerano e bloccano la narrazione, i fotogrammi saltellanti, le scene in bianco e nero, sono tutti elementi delle costruzioni del passato, contrapposti alle immagini nitide e chiare del presente. Ed è proprio con questi elementi che Gaudino sottolinea il distacco fra un passato e un presente legati al tempo stesso al degrado del territorio. Riferendoci proprio ad una frase del regista "Loggi senza memoria non può essere raccontato", possiamo comprendere fino in fondo i motivi di questo film e giudicarlo sicuramente un lavoro interessante.