Il Cinema:
"Giro di lune tra
terra e mare"
Per
noi puteolani Pozzuoli è anche Baia, Bacoli, Cuma, Lucrino e Miseno, insomma tutto il
golfo è Pozzuoli" è da qui che parte Gaudino, parte per intraprendere un viaggio
fra passato e presente, per scoprire la sua terra. Il tempo scorre ma le stesse tragedie
si consumano in questa terra distrutta dal bradisismo. "Pozzuoli è una città
curiosa assai perché ad ogni metro ci sta una pietra vecchia, un rudere, un
monumento, una tomba, una colonna, dei marmi antichi", è quindi una città da
scoprire, impregnata di storia e di passato, ma le storie che si svolgono in questa città
finiscono sempre tragicamente.
Alle vicende della realtà contemporanea, con la storia della famiglia Gioia, pescatori
costretti a combattere contro il colera e costretti dal bradisismo a continui traslochi,
si alternano, quelle dei miti dell antichità e della leggenda come Agrippina,
uccisa dai sicari inviati dal figlio Nerone; il giovane martire Artema, pugnalato dai suoi
compagni di studi; Maria la Pazza (paragonata ad una Giovanna dArco) che, grazie
alla sua abilità guerriera, riesce a difendere la città dai Saraceni e nonostante tutto
è derisa e abbandonata dai suoi concittadini; Giovan Battista Pergolesi ,che contempla la
sua lapide fra i ruderi della città e perfino la Sibilla Cumana che si crede incinta di
Cristo e, dopo aver profetizzato per molti secoli, chiede di morire imprigionata in
unampolla. Interessante è il suo profilo dipinto "con tutta la sua folle
solitudine di oracolo che leggeva i responsi scritti sulle foglie di alloro che poi
ammucchiava a caso ed interpretava"(Isabella Sandri).
Gaudino,
proprio nel realizzare tale profilo e quello di altri personaggi del film (come quello di
donna Mena e Assunta), dà voce, come in altri suoi lavori all'immaginario femminile.Ciò
testimonia la forte permanenza del mito della Sibilla,personaggio bellissimo e misterioso
che affascina ancora oggi. Nel film infatti viene raccontata la sua leggenda come
profetessa e Gaudino addirittura ce la presenta incinta di Cristo, evidenziando così il
collegamento con la figura di Cristo da una parte e dall'altra con l'aspetto materno che
la profetessa aveva assunto già nei secoli precedenti, come , per esempio, in Pisano. La
Sibilla, in seguito allirruzione di alcuni ragazzini che cambiano la posizione delle
foglie di alloro, si crede incinta di Cristo, dando inizio ad una gravidanza isterica.
Essendosi accortasi dellerrore, si chiude in unampolla, aspettando che finisca
laria perché vuole morire. Rifacendosi a Petronio racconta come viene derisa da
alcuni ragazzini, che le chiedono "Sibilla cosa vuoi?" ,e lei risponde
"voglio morire".
Dal punto di
vista culturale e di ricostruzione storiografica, la nostra valutazione è positiva, anche
se il film è talvolta appare noioso e la narrazione sembra non presentare un forte filo
conduttore. Inoltre, proprio il tentativo di fondere passato e presente, appare spesso
estremizzato dal dilungarsi di alcuni dialoghi. Se dovessimo trasformare il nostro
giudizio in voto, differenziando il lavoro filologico da quello cinematografico, daremmo
al primo 9 pieno mentre al secondo 8.