"Patrimonio culturale e latitudine" 

 

E. Bennato

 

Un contributo al nostro lavoro lo ha dato anche Edoardo Bennato, il noto cantautore, che con disponibilità è venuto a trovarci al " Calamandrei" per esporci le sue idee, le sue opinioni e anche qualche teoria personale sullo studio che stiamo svolgendo. Ma, dirà, e giustamente, qualcuno perché Bennato? Edoardo, come tutti sanno, è nato a Napoli e in particolare nel quartiere di Bagnoli ed si è sempre interessato della zona Flegrea, del territorio che noi stiamo studiando. Non a caso una delle sue prime canzoni è intitolata "Campi Flegrei." Ma Edoardo, è anche Architetto, e si interessa da sempre delle zone degradate, da quelle di Palermo, come il quartiere Zen, a quelle di Napoli stessa. Quello che lo muove è un grande amore per Napoli, " La città più bella del mondo", come spesso ama sottolineare nelle sue interviste, e ci ha anche detto personalmente. Il sogno della sua vita, d’altra parte è quello di vedere restituita alla sua vocazione turistica Bagnoli e tutta la zona dei Campi Flegrei.

 

 

 

 

 

 

 

Naturale, quindi, che in un lavoro del genere, strettamente legato al territorio, alle tradizioni e alla cultura napoletana, ci fosse un suo intervento Tra l’altro proprio ora è impegnato attivamente in qualità di direttore artistico del Comune di Pozzuoli nella rivalutare culturalmente e turisticamente la zona Flegrea.

L’incontro è avvenuto nel laboratorio multimediale del nostro Liceo, e Edoardo ha subito ha, come dire, centrato l’argomento, Ha notato la contraddizione tra il luogo dove sorge il nostro liceo e le sue condizioni ottimali, le sue attrezzature, " una roccaforte della nostra cultura, della civiltà ." Dopo aver visionato con interesse il nostro lavoro, Edoardo è passato a parlaci del rapporto tra cultura e progresso, del vantaggio e allo stesso tempo dell’ostacolo che la nostra tradizione e la nostra cultura rappresentano. Per cui ancora adesso paradossalmente alle soglie del duemila non è radicato il concetto di patrimonio collettivo o comunque è appannaggio soltanto di una parte minima della collettività. La stragrande maggioranza della gente identifica la proprietà nelle quattro mura domestiche. Tutto quello che c’è al di fuori non è inteso come patrimonio comune collettivo, appartiene concettualmente ad una entità astratta, al tiranno, borbonico una volta, ai Savoia, allo stato sempre considerato tiranno, vessatorio, intimidatorio e repressivo. Nell'analizzare la situazione didegrado sociale ha esposto anche, interessante senza dubbio, la sua "teoria della Latitudine".Le isole pedonali, ci ha spiegato, anni fa erano solo in alcune città del Nord. Da un po' sono a Napoli, probabilmente fra non molto saranno instituite ancora più a Sud.

Nel tentativo di comprendere e spiegarsi il degrado del Sud, è arrivato a questa conclusione: non si tratta sicuramente di buoni e cattivi ma di una questione un problema latitudinale, di estate e inverno, di temperature. Addirittura a stabilito un rapporto tra la differenza della temperature massime estive e minime invernali in relazione al degrado sociale, al livello sociale. In altre parole, là dove esiste più differenza tra l’estate e inverno esiste la capacità degli individui singoli e della collettività tutta di reagire, di rappresentarsi.

E come esempio di una collettività che reagisce e si attiva, Bennato ha citato quanto accaduto qualche hanno fa in Emilia Romagna. All'inizio del decennio c’è stato il fenomeno della mucillaggine. Gli operatori turistici anziché assumere un atteggiamento vittimistico o fatalista o rivolgersi, il che è peggio ancora, alle istituzioni, si organizzarono e, in unità di intenti, risolsero il problema in brevissimo tempo.

Bennato ha sottolineato anche l’importanza del nostro compito, il compito della classi acculturate, che in qualche modo devono assolutamente reagire, anzi ,farsi promotrici di uno sviluppo della coscienza della collettività, per migliorare la qualità della vita, "per una nuova generazione che abbia rispetto per la l’ambiente e la cultura."

 

 

botdie.gif (1175 byte)

botav.gif (1174 byte)