I fenomeni vulcanici

 

Per comprendere meglio lo sviluppo della Sibilla Cumana, bisogna analizzare il contesto geografico e la particolare fenomenologia del territorio che da sempre hanno accompagnato questa semimitica figura costituendo una sorta di ambiente surreale. Cuma (fondata intorno alla metà del secolo VIII A.C. da coloni greci calcidesi dell'isola di Eubea) è interessata da alcuni fenomeni legati all'attività magmatica (meno appariscente dell'attività vulcanica vera e propria) che si verificano spesso nelle regioni vulcaniche antiche, anche molto tempo dopo la fine dell’attività vulcanica principale. Questi fenomeni sostituiscono la conclusione definitiva dell'attività vulcanica di una regione, essi sono caratterizzati da una violenza minore e si originano da gas e vapori che giungono alla superficie attraverso le fratture delle rocce, sfruttando le energie residue dei magmi. La zona cumana è sempre stata caratterizzata da particolari fenomeni naturali che hanno avvolto il territorio in un alone di mistero. I più importanti di questi fenomeni che costituiscono il vulcanismo secondario sono le fumarole, le solfatare, i geyser. Alla fine della loro attività o durante periodi intermedi di quiete, tutti i vulcani passano per uno stadio detto di solfatara. Le solfatare sono emissioni di vapore acqueo, anidride carbonica e idrogeno solforato che danno origine a depositi di zolfo. Allo stato di solfatara è attualmente il vulcano di Pozzuoli, la cui attività si manifesta circa 500 bocche. Un vulcano allo stato di solfatara può rendere improvvisamente la sua attività: quanto è accaduto nell'isola di Gaudalupe. Della zona flegrea e di Cuma caratteristici altri due fenomeni post vulcanici i geyser e le sorgenti termali. Il sistema che crea i geyser e le sorgenti termali funziona come una gigantesca caldaia sotto terra riscaldata dal magma, che trasforma l'acqua piovana in acqua calda sotto pressione. L'acqua piovana filtra attraverso fratture dalla superficie fino a uno strato di rocce porose, dove si raccoglie come un liquido in una spugna. Il calore proveniente dal bacino magmatico, di solito situato a 3 o 4 km di profondità, raggiunge per conduzione lo strato permeabile passando attraverso le rocce interposte. Per la contemporanea pressione esercitata dal peso dell'acqua e da quello delle rocce sovrastanti, l'acqua che si trova nello strato permeabile può raggiungere i 260°C senza tuttavia entrare in ebollizione. Quest'acqua surriscaldata è più leggera di quella fredda che penetra dall'esterno e risale perciò verso la superficie, dove può riassumere le forme più disparate, a seconda delle condizioni nelle quali si svolge il suo percorso verso l'alto. Una piccola corrente che risalga per un'apertura non ostruita comincia a bollire quando la pressione diminuisce e si manifesta in superficie sotto forma di fumarola. L'acqua surriscaldata che si mescola durante la risalita con acqua superficiale fredda sgorga poi come sorgente termale. Alcune sorgenti di acque calde, ostruite dal fango derivato dallo sgretolamento di rocce circostanti per azione di gas vulcanici dissolti nell'acqua, diventano delle mud pots (pentole di fango).Un geyser, invece, è il risultato di una catena di eventi ancora più complessi. Inizia quando l'acqua surriscaldata sale entro sacche di acque superficiali, che si trovano abbastanza sotto pressione da non entrare in ebollizione, la temperatura della miscela d'acqua cresce finche una piccola quantità bolle nonostante la pressione. Il vapore risultante, che è caratterizzato da un volume assai maggiore di quello dell'acqua da cui si è formato, sale verso l'alto ed esce dalle sacche, trascinando un po' d'acqua con sé e riducendo la pressione. Altra aria surriscaldata si trasforma allora in vapore e lancia all'esterno l'acqua piovana residua, con un'eruzione che può protrarsi anche per parecchie ore. Quando l'eruzione finalmente si calma, il canale si riempie di nuovo con acqua superficiale proveniente dall'alto e con acqua surriscaldata che arriva dal basso e il ciclo eruttivo ricomincia. Infatti, a partire dal 1830 Charles Lyell, un famoso geologo inglese aveva descritto nel dettaglio uno strano fenomeno che affliggeva la cittadina. Lyell aveva osservato che Pozzuoli si innalzava e si abbassava di continuo in una serie di oscillazioni che si protraggono da secoli, così lente e regolari che le colonne del tempio di Giove Serapide, risalenti a 2100 ami fa, sono ancora in piedi e forniscono una registrazione grafica delle lente oscillazioni del suolo. Costruito su un terreno basso in prossimità del mare, il tempio cominciò a sprofondare subito dopo che era stato ultimato e finì col trovarsi immerso in circa sette metri di acqua. Verso il l000 d.C. il fenomeno si invertì: il suolo fu sottoposto ad un lento, talvolta spettacolare, processo di sollevamento. Nel 1538 la cittadina si sollevò di 6,5 metri in 48 ore. Oggi dopo l'ennesima fase di subsidenza, il resto del tempio si trova in acque profonde ma le tracce dei livelli precedenti raggiunti dalle acque sono ancora visibili sulle colonne di marmo aggredite dai molluschi marini perforanti (litodomi).

Gli scienziati hanno individuato le cause del bradisismo nei profondi strati sotterranei di roccia porosa.

L'acqua che vi è intrappolata viene surriscaldato dall'attività vulcanica e genera pressioni enormi. Quando la pressione raggiunge i massimi valori, il suolo si solleva (bradisismo negativo); quando la pressione diminuisce si abbassa lentamente (bradisismo positivo). E' stato così scientificamente provato un fenomeno che per gli antichi era oggetto di culto pensando che tale fenomeno fosse causato da divinità. Tutt'oggi costatiamo gli effetti prodotti dall'attività vulcanica e' stata infatti, registrata un'ultima inversione delle oscillazioni bradisismiche nel 1840. A prova di ciò il tempio di Serapide si sta innalzando di qualche millimetro le ripercussioni di tali fenomeni si rovesciano sulla cittadina che è stata spostata verso l'entroterra di alcuni chilometri dove oggi sorge la cittadina di Monteruscello. Sono stati istituiti particolari centri di ricerca dove viene esaminato attimo per attimo questo affascinante processo naturale per portare alla luce i lati ancora oscuri alla scienza

 

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