Rossetti Dante Gabriel (Londra 1828 - Birchington - on - Sea 1882), poeta e pittore inglese. Figlio di Gabriele Rossetti, poeta e patriota italiano, studiò alla Royal Academy di Londra, dove con i pittori John Everett Millais e William Holman Hunt fondò la Confraternita dei preraffaelliti (Pre-Raphaelite-Brotherhood), gruppo di pittori e critici che si prefiggevano di dare nuovo impulso all'arte inglese ispirandosi al gusto medioevale,perché il Gotico ama le storie oscure, tenebrose che sono sentite con una sensibilità morbosa.Il mito di Proserpina, pur essendo un mito classico, bene si adatta a questa sensibilità. Inoltre, il poeta Dante Gabriel Rossetti si sente molto vicino a Demetra dopo la morte della moglie e come lei si sente defraudato dal dio degli Inferi, ed è per questo che rappresenta la moglie come Persefone. Tutte le opere di Rossetti sono caratterizzate da una profondità di sentimenti, tanto che il dolore, il sogno sono resi tangibili dalle linee che pur essendo lineari ed essenziali rendono con plastica realtà le figure, mentre il colore caldo, profondo segue e si adatta ai sentimenti dell'autore. Questi elementi, disegno e colore, avvicinano il poeta pittore alla nostra grande pittura; per il disegno ai grandi pittori fiorentini e per il colore a quelli veneziani. Questi elementi, già evidenziati nella sua prima età, nelle opere: - L'infanzia della vergine (1849) e Ecce ancilla domini (1850), si ritrovano esasperati in quelle della maturità. L'attrazione per tutto ciò che è occulto ed onirico si fa sempre più forte a partire dal 1862, anno della morte della moglie Elizabeth Eleanor (Lizze) Siddal, che era stata e lo sarà, fino alla fine, la modella preferita. L'opera che più delle altre sta ad indicare tale evoluzione è senz'altro Proserpina (1874 Tate Gallery - Londra) in cui il “sogno” si fa sempre più tangibile. Il colore predominante nel quadro è il nero proprio a simboleggiare le tenebre dell'oltretomba. Il volto della Proserpina (Lizzie) è triste e gli occhi guardano in basso come se contemplassero l'oltretomba, mentre stringe un melograno, simbolo della vita, con la mano sinistra tenuta, ben salda, dalla mano destra. Il movimento, la profondità e il chiaroscuro delle vesti sono di stampo veneziano. La posizione della Proserpina è di profilo sul busto con il volto chinato un poco e rivolto verso lo spettatore. Il volto e le mani sono illuminati da un fascio concentrato di luce, che, tenendo nelle tenebre il resto del corpo, illumina il fondo ove s'intravedono delle foglie. I capelli non coprono il rosato collo, ma sono disposti all'indietro.
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